Il Palazzo

L’edificio, già appartenente alla famiglia dei conti Gregori che lo eressero alla fine del XVII secolo, fu portato in dote dalla figlia Caterina Anna al marito, il conte Giovanni Maria Canale, discendente della famiglia Chiaravalle che dominava sul feudo proprietario del “Castel Canale” e dell’immensa tenuta a nord dei Monti Amerini.
Nel 1695 la contessa Caterina Anna diede alla luce Saverio, l’erede del conte Giovanni Maria, che fin da giovane entrò nel mondo ecclesiastico.

Creato cardinale il 21 luglio del 1766, decise di ampliare il palazzo. Furono rinnovati gli ingressi, il cortile e il giardino, mentre le pareti del piano nobile furono impreziosite da decorazioni tardo barocche.

Il porporato promosse a Terni studio e cultura, facendo risorgere l’Accademia dei Costanti e dando impulso a scuole di musica, canto e teatro per l’educazione delle fanciulle e per l’istruzione dei giovani. Creò l’istituto delle maestre pie e ripristinò il liceo ginnasio; lasciò alla città una ricca biblioteca contenente libri, manoscritti, documenti di interesse privato e cittadino, biblioteca disgraziatamente smembrata e andata dispersa.

Lo storico Silvestri scrisse “…quando il conte Saverio divenne cardinale, il patrio senato decretò pubbliche feste di esultanza per due giorni consecutivi e splendida luminaria alla sera per tutta la città”.

Nel 1782 il Conte Paolo Canali, governatore delle armi pontificie dell’Umbria e diventato nel frattempo erede del palazzo, ospitò nelle proprie stanze il Pontefice Pio VI diretto a Vienna ” per recarsi a trattare gravi affari con l’imperatore Giuseppe II…..Giungeva a Terni il 28 febbraio prima del mezzogiorno”. Lo ricevevano il Vescovo De Rossi, i magistrati comunali, il clero e il popolo numeroso ” che gli si era fatto incontro oltre il ponte Romano “

“Nella grandiosa e artistica galleria – nella descrizione dello storico Gradassi Luzzi – ebbero luogo sontuosi pranzi ai quali il numeroso seguito del pontefice fece onore”.

Verso la metà del XIX secolo, il palazzo venne acquistato dallo storico ternano Ludovico Silvestri, al quale è stata dedicata la via sulla quale si affaccia l’ingresso principale del palazzo. Nel 1900 fu acquistato e restaurato dalla Famiglia Morelli che ne è ancora oggi proprietaria.

Al piano nobile si trova un principesco salone realizzato a corpo unico fino  al tetto, lungo trenta metri, con la glorificazione dello stemma del cardinale Saverio Canale.  In una sala adiacente, è raffigurata l’allegoria di Flora, ornata di stucchi, simbolo del fiore delle scienze e delle arti che in quel luogo avrebbero avuto giusta dimora, opera probabilmente di Girolamo Troppa.

Dal 1928 al piano nobile del palazzo ha la sua sede il Circolo Drago.